SCHEDA Giovanni Rinaldi - Fiera del Libro, dell'editoria e del giornalismo. Città di Cerignola

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SCHEDA Giovanni Rinaldi

                                                                                             

Giovanni Rinaldi, studioso di storia locale, vive e lavora a Foggia, nell'ambito della comunicazione visiva e della produzione grafica editoriale. Ha studiato presso l'Istituto della Comunicazione e dello Spettacolo del DAMS di Bologna e dal 1973 al 1976 ha svolto attività di pratica e ricerca teatrale con il Gruppo di Drammaturgia, guidato da Giuliano Scabia, da cui è nato il "libro collettivo" Il gorilla quadrumàno (Feltrinelli, 1974).                                                                                                                                                      

È autore, con il regista Alessandro Piva, di un progetto di ricerca di storia orale sull'accoglienza ai bambini negli anni '50 per la realizzazione di un cortometraggio, Pastanera. Da questa ricerca è nato il reportage narrativo "I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie" (Ediesse, 2009). É stato fondatore dell'associazione culturale "Casa Di Vittorio", con la presidenza della sen. Baldina Di Vittorio.
  

                                                                                             

I Treni della felicità
              
Giovanni Rinaldi, tessendo sottili fili di memorie sparse, anni fa si è messo in cerca dei bambini che erano saliti su quelli che vennero chiamati "I treni della felicità". Si trattava di una straordinaria rete di solidarietà sostenuta dalla neonata UDI e dal PCI che, a partire dal secondo dopoguerra, affidò per mesi (talvolta anni) a famiglie del Centro Italia oltre 70.000 figli del Sud vittime delle conseguenze belliche, di rivolte operaie sedate col sangue, di calamità naturali.                                                                                                                                           Scritto in presa diretta, il libro ricostruisce le storie di alcuni di quei bambini che su malandati vagoni ferroviari arrivarono in un'altra Italia. Soprattutto di quelli rimasti a vivere nelle famiglie che li avevano adottati, scovati dall'autore nel corso dei suoi viaggi ad Ancona, Follonica, Ravenna, Lugo di Romagna. Ma è anche la storia delle "due Italie" e di un Sud ancora socialmente arretratissimo. Fu proprio questo che spinse alcuni di quei bambini a fare una scelta drammatica: lasciare la propria terra e la propria famiglia, restare dove il destino e quei treni li avevano portati, sognando una vita migliore.

                                                                                   

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