“A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo” (Gabriel Garcia Marquez)

OltreBabele consiglia Gli sdraiati di Michele Serra

OltreBabele consiglia
Gli sdraiati di Michele Serra

Sdraiati. Così Michele Serra sintetizza i giovani, nel passaggio dalla posizione eretta a quella orizzontale del divano: eccoli avvolti nelle loro felpe, circondati dai loro oggetti tecnologici come fossero prolungamenti futuristici del corpo e del pensiero. Eccoli i figli di oggi, quelli che preferiscono la televisione alla bellezza della natura, che non amano le bandiere degli ideali ma vivono in modo anarchico nel loro godimento solitario. Un mondo dove tutto rimane acceso e niente spento, tutto iniziato e niente concluso, dove si mangia più di quanto serva a nutrirsi e si compra più di quanto sia utile. “Non si era mai visto prima che i vecchi lavorano mentre i giovani dormono”, così commenta un amico di Serra preparandosi alla vendemmia, mentre osserva i ragazzi che preferiscono trascorrere la mattina nei loro letti anzichè unirsi ai vecchi. E’ una mutazione antropologica, un’inversione di rotta. E’ un libro che mette in discussione la figura genitoriale, l’insufficienza, la vulnerabilità, la fragilità e il senso dei propri limiti. In fondo come già diceva Freud, “fare i genitori è un mestiere impossibile”. Gli sdraiati è un bel libro che guarda i ragazzi con gli occhi di un genitore, tra humor, senso di impotenza e dolcezza. Un libro tenerissimo dove la consueta ironia e forza satirica di Serra, si alterna a momenti struggenti. Come quando scopre con stupore l’abitudine del figlio iper-tecnologico a raggiungere il tetto della scuola per guardare le nuvole, perchè in fondo questi ragazzi sono il frutto della loro epoca ma sono più sensibili di quel che sembra .

Il Punto di vista di OltreBabele
L’ADOLESCENZA OGGI.

Un periodo particolarmente complesso della vita è quello che vede protagonista la fase transitoria dall’età infantile a quella adulta. L’adolescenza è un momento difficile per lo sviluppo in virtù dei numerosi cambiamenti che si devono affrontare non solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico. Gli adolescenti di oggi sono soggetti particolari e molto differenti dalle generazioni precedenti: dipendenti da ogni nuova tecnologia messa in commercio, consumisti e ribelli fino all’eccesso, vivono connessi e condividono la propria vita su social network di ogni sorta. Sempre più diffuse tra loro sono la violenza e le tossicodipendenze. Le cause di questi disagi, già legati alla crisi d’indentità che una fase come l’adolescenza porta con sé, sono anche una conseguenza dei modelli culturali che la società di oggi offre alle giovani generazioni. In questo ultimo periodo hanno fatto clamore alcuni fenomeni allarmanti suscitati da fatti di cronaca che hanno visti protagonisti ragazzini violentatori di bambine, noti come “baby-killers”, e un gruppetto di ragazze minorenni di Roma, definite “baby-squillo, che si prostituivano per potersi permettere jeans nuovi e ricariche telefoniche. Non è escluso che i comportamenti di prostituzione minorile trovino origine e motivazione negli stessi adolescenti per il desiderio di mostrarsi più grandi o di trasgredire le regole, ma spesso queste aspirazioni nascono in contesti familiari, sociali, economici e culturali che li manipolano e li sfruttano a proprio vantaggio.

Le responsabilità in questo caso, e non solo, dipendono molto dai genitori spesso incapaci di stabilire un dialogo o peggio ancora colpevoli di aver indirizzato i propri figli a una ricerca di piacere individuale, e aver insegnato loro che per ottenerlo non è sbagliato provarci con qualsiasi mezzo. Negli ultimi anni si è assistito ad una vera e propria crisi della famiglia, che ha perso molte delle sue funzioni educative e ha fornito sempre meno un sostengo emotivo ai propri figli, ignorando spesso le esigenze dell’individuo. L’ adolescente vuole affermare la propria personalità e costruire la propria capacità di essere indipendente, e per fare ciò può adottare comportamenti ed atteggiamenti che contrastano con il legittimo tentativo di controllo da parte dei genitori. Questi ultimi spesso incontrano difficoltà nel cercare di risolvere un problema sostanzialmente di natura comunicativa, e sono combattuti tra la gioia dell’accettazione della crescita dei propri figli, e i sentimenti di ansia sulle conseguenze della ricerca di autonomia. Si viene dunque a creare un rapporto conflittuale che può tuttavia avere un risvolto anche positivo: il conflitto, infatti, può considerato come una fase necessaria nella crescita dell’adolescente, facilitare lo sviluppo attraverso la scoperta di regole, e affermare ed esprimere la propria individualità. Il genitore deve saper gestire questo momento calibrando la comunicazione, evitando un rigido atteggiamento autorevole, e fornendo ascolto e appoggio ai proprio figli senza però cedere ad ogni loro richiesta.

mano adolescenzaL’adolescenza, infatti, è un periodo di grandi trasformazioni non soltanto per i ragazzi, ma anche per il Sé dei genitori. Crescendo, i figli tendono a mettere in discussione l’autorità dei genitori, ed è giusto che questi cambino il loro comportamento cominciando a pensare ai figli come figure più autonome e capaci di evolversi. Un atteggiamento di questo tipo permetterà ad entrambi di modificarsi positivamente: il genitore scoprirà un nuovo modo di stare vicino al proprio figlio accettando la sua crescita e trattandolo non più come bambino ma come adulto, e il figlio sentirà la fiducia del genitore che gli trasmette sicurezza nel potersi sperimentare. Se nell’infanzia il rapporto è stato ben impostato, l’adolescenza verrà percepita come un periodo di forti trasformazioni, di bisogno di indipendenza , ma non verrà vissuta come fase problematica. Mantenere un atteggiamento accogliente e pronto all’ascolto aiuta a prevenire eventuali disagi e a ridimensionare problemi che sembrano insormontabili anche nella fase adolescenziale. Tuttavia negli ultimi anni molti punti di riferimento sono venuti a mancare, e i giovani si sono ritrovati vittime di un sistema superficiale ed egoistico. E’ ormai facile imbattersi in adolescenti privi di stimoli, insoddisfatti, annoiati e senza obiettivi, ma soprattutto soli. Spesso per compensare queste insicurezze è frequente il ricorso all’uso di sostanze stupefacenti, e la voglia di provare esperienze estreme che si rivelano nocive. Famiglia, scuola e mondo dei pari costituiscono tre ambiti in cui gli adolescenti si mettono alla prova per costruire la propria identità personale, e dovrebbero per questo offrire stimoli positivi dando vita ed espressione ad un vero Sé del giovane individuo.

A cura di Gloria Grieco e Carmen Deleo

Lascia un commento