Andrea Scanzi

Andrea Scanzi

Andrea Scanzi è nato ad Arezzo il 6 Maggio del 1974. Dopo aver conseguito , nel 2000, la laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Siena (sede di Arezzo), si distingue come giornalista pubblicista, oltre ad intraprendere le attività di scrittore e saggista.

Riguardo al suo impegno giornalistico, ha lavorato per numerose testate, a partire da Il mucchio selvaggio, oltre a Il manifesto, Il Riformista, L’Espresso, Panorama, Rigore, MicroMega, Hard Gras, Linea Bianca, Tennis Magazine, Grazia, Donna Moderna, La Stampa e Il Fatto Quotidiano, di cui rappresenta una delle firme di spicco dal 2011.

Nel corso degli anni si è occupato di sport, cultura, spettacoli e politica, oltre alle sue attività legate al settore enologico e gastronomico: è infatti sommelier degustatore ufficiale (AIS) e assaggiatore di formaggi (ONAF).

In relazione alla sua attività di scrittore, si segnalano:

  • Un piccolo aviatore. Vita e voli di Gilles Villeneuve (Limina, 2002, attualmente ristampato anche da TEA nel 2012);
  • C’è tempo. Ritratti a scomparsa (PeQuod, 2003);
  • Canto del Cigno. Gol, gesti e bellezza in Van Basten (Limina, 2004);
  • Ivano Fossati. Il Volatore (Giunti editore, 2006);
  • Elogio dell’invecchiamento (Mondadori, 2007, aggiornato e ristampato nella collana Oscar Mondadori del 2015);
  • Ve lo do io Beppe Grillo (Mondadori, 2008, aggiornato e ristampato nel 2012);
  • Il vino degli altri (Mondadori, 2010);
  • I cani lo sanno (Feltrinelli, 2011);
  • Non è tempo per noi (Rizzoli, 2013, aggiornato e ristampato in BUR Bestsellers nel 2014);
  • La vita è un ballo fuori tempo (Rizzoli Narrativa, 2015).

Si distingue anche per la sua attività teatrale: è autore ed interprete dello spettacolo Gaber se fosse Gaber, proposto dal 2011 al 2015, e dello spettacolo Le cattive strade, presente nei teatri dal 2013 al 2015, quest’ultimo con Giulio Casale.

Oltre alle numerose apparizioni televisive, si segnala la conduzione del programma Reputescion, una proposta di La3 dal 2013, giunta alla quinta stagione.

È vincitore dei seguenti premi:

  • Premio Sporterme “come miglior giornalista under 30” (2003).
  • Premio Coni Letteratura Sportiva (2004,  per il libro Il canto del cigno).
  • Premio Durruti (2010).
  • Premio Abruzzo Wine (2010).
  • Premio Internazionale Cilea Giornalismo e Cultura (2012).
  • Premio Nazionale Paolo Borsellino, (2012).
  • Premio Lunezia (per Gaber se fosse Gaber), (2013).
  • Premio Miglior Spettacolo Teatrale 2012/2013 (San Daniele del Friuli, per Gaber se fosse Gaber), (2013).
  • Premio Miglior Giornalista Italiano su Twitter (2013).
  • Premio Miglior Opinionista Televisivo dell’Anno (2013).
  • Premio Giornalista dell’Anno (2014).
  • Premio Gusto Divino – Ambasciatore del Gusto (Castelbuono, Sicilia), (2014).
  • Premio Pigro Ivan Graziani (2014)
  • Candidato nella decina finale delle categorie “Miglior personaggio dell’anno” (ottavo finale), “Miglior cattivo dell’anno” (quarto finale) e “Migliore trasmissione tivù social” (decimo finale con Reputescion) ai Macchianera Awards 2014, (2014).
  • Premio Miglior Giornalista dell’Anno (2015).
  • Premio Casentino (2015).
  • Premio Cacciuri 2015 (2015, secondo classificato con Non è tempo per noi).

 

La vita è un ballo fuori tempo.

La vita è un ballo fuori tempo.
La vita è un ballo fuori tempo.

   Protagonista del romanzo edito da Rizzoli è Stevie, che vede la sua via andare in direzione opposta a ciò che lui vorrebbe: in redazione, si trova a dover sopportare lo squallore filogovernativo del suo tronfio direttore; a casa, c’è solo la labrador Clarabelle ad accoglierlo; al bar, la ragazza bellissima e misteriosa che gli prepara il caffè, Layla, ormai da sei anni lo tormenta con la sua indifferenza.

   Tra Stevie e il nonno gourmet Sandro, sosia di Pertini, il più giovane non sembra certo il nipote. In una settimana, però, possono succedere molte cose.

   La rivoluzione è imprevedibile e, per forza di cose, molto veloce se a guidarla sono quattro agguerriti hacker novantenni, determinati a ribellarsi contro l’ennesima celebrazione farsa del governo: la Cerimonia Solenne del Massone Buono. Al loro fianco, in veste di “staffetta partigiana del XXI secolo”, un giovane giornalista che aspettava solo una chiamata alle armi. Forse però anche per Stevie è arrivata l’ora di regolare i conti. Di opporsi. E di scrivere la più lunga e sincera lettera d’amore mai scritta.

   Un romanzo amaro e poetico, con qualche vino e tanto blues, costruito sull’intreccio di voci e storie che fanno da sfondo alla rivolta tutta privata di un eroe molto moderno mentre fuori la realtà morde, e fa male, sotto il velo consolatorio della commedia.

   La satira esilarante di un Paese inventato, le cui vicende sono fin troppo riconoscibili.