Antonio Padellaro

Antonio Padellaro

Antonio Padellaro
Antonio Padellaro

   Antonio Padellaro diventa giornalista professionista nel 1968, lavorando per l’ANSA. Nel 1971 si trasferisce al Corriere della Sera, di cui è redattore e responsabile della redazione romana.

   Nel 1990 lavora per L’Espresso, dove ricopre il ruolo di vice-direttore. Durante questo periodo scrive diversi libri: Non aprite agli assassini (1995), Senza cuore (2000) ed altri dedicati alle vicende politiche dei più importanti personaggi politici della prima Repubblica quali Bettino Craxi, Aldo Moro e Francesco Cossiga.

   Nel 2001 passa a l’Unità, che riprende le pubblicazioni sotto la direzione di Furio Colombo. Nel 2002, insieme a Colombo, dà alle stampe Il libro nero della democrazia, fortemente critico nei confronti di Silvio Berlusconi. Nel marzo del 2005 viene nominato direttore de l’Unità.

   Partecipa alla fondazione di un nuovo quotidiano, Il Fatto Quotidiano, che inizia le pubblicazioni il 23 settembre 2009 e di cui è il direttore fino al 5 febbraio 2015.
Nel 2019 conduce assieme a Silvia Truzzi la trasmissione televisiva C’ero una volta… dove si indagano le ragioni di una sconfitta della Sinistra in Italia, dando la parola ad ex leader “rossi”.

 

 

Il gesto di Almirante e Berlinguer

Il gesto di Almirante e Berlinguer - Antonio Padellaro
Il gesto di Almirante e Berlinguer – Antonio Padellaro

   Sono gli anni del terrorismo e l’Italia vive una delle pagine più critiche della sua storia repubblicana. In quel contesto incandescente e complicato due figure iconiche, rappresentanti delle opposizioni contrapposte, si incontrano segretamente per il bene dello stato: Enrico Berlinguer, leader del Pci (Partito Comunista Italiano), e Giorgio Almirante, leader del MSI (Movimento Sociale Italiano). Uno rappresentante della sinistra e uno di quella destra considerata fuori dall’arco costituzionale.

   Siamo tra il 1978 e il 1979, nel periodo cruciale del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, e i due avversari politici, i due nemici, si danno appuntamento più volte (da 4 a 6 recitano le cronache) nei venerdì pomeriggio, quando il parlamento è poco frequentato, per scambiarsi informazioni e pareri. Decidono di “unire le forze in nome della esigenza dell’interesse della Nazione che, in quel frangente, supera ogni altra esigenza”, come spiega Antonio Padellaro, che ha reso pubblica quella singolare vicenda politica e umana.