Associazione “Maschere e suoni”: spettacolo Art Duello

Maschere & Suoni

L’Associazione culturale “Maschere & Suoni è stata fondata a gennaio di quest’anno per iniziativa di un gruppo di docenti e studenti di Cerignola.

In base al suo Statuto, essa si propone di diffondere la cultura e l’arte in genere, prevalentemente in ambito teatrale e musicale (come è graficamente sintetizzato nel logo e come suggerisce la sua stessa denominazione), intendendo promuovere ed organizzare rappresentazioni teatrali e concerti musicali di vario genere, per giovani ed adulti, convegni, concorsi ed incontri localmente e su tutto il territorio nazionale. In ciò essa si avvarrà delle competenze artistiche, culturali e tecniche dei propri Soci, senza escludere il contributo di artisti, esperti o altro personale specializzato a vario titolo, anche in collaborazione con altre Associazioni, Enti e diverse Agenzie educativo-culturali (quali scuole).

L’Associazione “Maschere & Suoni”, ufficialmente costituita con un Consiglio Direttivo e legalmente rappresentata dal prof. Giulio Dileo in qualità di Presidente eletto dai Soci fondatori, è aperta a tutti coloro che siano interessati al conseguimento degli scopi statutari, senza alcuna discriminazione di sesso, classe sociale, nazionalità, ideologia politica e credo religioso.

Art Duello. Artisti sul ring

Com’è noto, l’Italia è un paese di litiganti e duellatori. Guelfi e ghibellini, Capuleti e Montecchi, Bartali e Coppi, Rivera e Mazzola hanno da sempre acceso gli animi di opposte e agguerrite fazioni. Francesi e Spagnoli sono venuti in Italia a ingaggiare le loro disfide più famose, una di queste disputata proprio a Cerignola.

Recuperando l’accezione latina dello spettacolo come ludus (ripreso dal moderno inglese to play e dal francese jouer), ma soprattutto quella greca della performance artistica come “agone”, lo spettacolo Art Duello. Artisti sul ring si propone di mettere in gioco musica e recitazione, contrapponendo in un duello le arti e gli artisti. Un duello incruento ma senza esclusione di colpi (soprattutto di scena) nel quale si fronteggiano i due cantautori pugliesi Daniele Di Maglie e Matteo Marolla, rappresentanti delle opposte squadre dei “Blu” e dei “Gialli” (a richiamare i colori sociali dello stemma cittadino). Nei time-out dell’incontro, le incursioni dell’attore barese Totò Onnis, mattatore-fantasista della serata, con licenza di giocare a tutto campo.

In una sorta di ring-palcoscenico, moderati (o incitati?) da Marcello Colaninno, un presentatore-arbitro pronto a entrare in campo, gli artisti in gara si esibiranno in round “a tema”, fra prodezze musicali e ardite declamazioni. Alla fine dello spettacolo, una giuria scelta tra il pubblico decreterà la squadra vincitrice.

Gli artisti protagonisti
Totò Onnis

Ha lavorato con i registi Luca Ronconi, Giuseppe Patroni Griffi, Aldo Trionfo, Lorenzo Salveti a fianco di Mariano Rigillo, Vittorio Caprioli, Adriana Asti, Valeria Moriconi, Franca Valeri, Annamaria Guarnieri.

Nell’ambito del teatro di ricerca, si dedica ad un ciclo di cinque allestimenti sul “Giulio Cesare” e su “Antonio e Cleopatra” di W. Shakespeare per la regia di Ninni Bruschetta. Con il regista pugliese Domenico Mongelli affronta il dialetto barese nelle sue potenzialità drammatiche ed estreme nel testo “Ella” di H.Achternbush, rappresentandolo in vari teatri italiani.

È adattatore oltre che interprete nel “Woyzeck” di G. Buchner per la regia di Sergio Tramonti prodotto dal Teatro di Roma. Autore insieme a Domenico Mongelli ed interprete nel testo “Pitagora professore in arti magiche”. È in “Notturno di donna con ospiti” di Annibale Ruccello con Giuliana De Sio, diretto da Enrico Maria Lamanna.

Più recentemente negli spettacoli ispirati ad opere liricheVite di boheme” e “Traviata allo specchio”, ideati e diretti da Mariagrazia Pani per la scorsa stagione lirica del Teatro Petruzzelli di Bari. Partecipa allo spettacolo “Zorro e la foresta incantata” di Attilio Marangon, diretto da Roberto Gandini per il Teatro di Roma ed a “Il mio nome è Caino” di Claudio Fava, diretto da Ninni Bruschetta per Nutrimenti Terrestri.</p>

Parallelamente all’impegno teatrale vanta numerose collaborazioni cinematografiche, fra le altre con Federico Fellini (E la nave va) e Roberto Benigni (Il piccolo diavolo, Il mostro, Pinocchio). In televisione partecipa alla miniserie di Vittorio Nevano Non parlo più (con Anna Bonaiuto e Tony Sperandeo), e altre fiction (Il giudice Mastrangelo, La squadra). Attore prediletto di Nico Cirasola, dà il suo meglio nel ruolo di Semidio nel film Da do da (1994); poi continua a recitare aggiungendo alla sua filmografia titoli come La casa delle donne (2003); Falene (2009 con Paolo Sassanelli); Se sei così ti dico sì (2011 con Emilio Solfrizzi e Belen Rodriguez) e Il ritorno di Ulisse (2010).

Daniele Di Maglie

Tarantino di nascita e barese d’adozione, una laurea in Scienze politiche e una serie cospicua di concerti in tutta Italia, oltre a numerosi premi e riconoscimenti artistici, ed in particolare: Suoni di Vita, Premio IMAIE “l’altra musica”, Io Preferisco Cantautore (in cui vince anche il Premio al Miglior Verso “Giardini di Atrebil. Parole in libertà”), Musica è, Gioiosa Festival, “Cantieri per Bob Dylan” (premiazione che avviene alla presenza del grande Maestro americano, in occasione del suo storico concerto presso l’anfiteatro del mediterraneo di Foggia nell’estate 2006).

Nel 2001 incide un disco dal titolo “Non so più che cosa scrivo” (per conto dell’etichetta barese “il cavallo giallo”). Nel 2003, l’etichetta romana “storie di note” decide di ristampare e di distribuire “Non so più che cosa scrivo” nei suoi circuiti a livello nazionale.
Sempre nello stesso anno riceve una targa per meriti artistici dal sindaco di Acquaviva in occasione della terza edizione del “jazzset festival” e pubblica un racconto sul “corriere del mezzogiorno” (allegato pugliese del “corriere della sera”) sulle fatiche dello scrivere, nell’ambito dell’iniziativa “romanzi d’estate”.

Partecipa a quattro compilation, di cui una prodotta dalla upr folk rock di Milano e distribuita da Edel, e si esibisce in numerosi festival importanti sul territorio nazionale, aprendo i concerti di: artisti del calibro di Moni Ovadia, Gang, Claudio Lolli, Zulu dei 99 Posse, Beppe Barra, Giorgio Conte, Caparezza e tanti altri.

Nel 2004, accanto all’amico e collega Angelo Ruggiero, compone e mette in scena una suite teatrale dal titolo “la gente pensa che i clown”.

Nel 2006, la canzone “Carmina Mundi” (estratta da “non so più che cosa scrivo”) viene utilizzata nel cortometraggio dal titolo “canone” del regista laertino Daniele Tamborrino (il film risulterà vincitore del premio per la migliore colonna sonora al concorso nazionale “Menoquindici 2006 – città di Roma”).
Nel 2007 le canzoni “la ballata del vecchio marinaio” e “come le porte senza gli occhiali” (sempre da “Non so più che cosa scrivo”) sono invece utilizzate nel cortometraggio “Hotel San Francisco” diretto dal regista barese Nando Vatinno e scritto dal giornalista e attore teatrale Carlo Stragapede.

Nel 2009 scrive il soggetto, le musiche e la sceneggiatura del cortometraggio sociale “il dottor Uova. Una storia d’altri tempi”, un progetto di cineterapia finanziato dalla residenza protetta e centro diurno Hotel San Francisco di Bitritto (struttura nella quale lavora da anni come educatore professionale), interamente realizzato con “attori” diversamente abili dal punto di vista psichico (il progetto, col patrocinio della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Bari e della Apulia Film commission, è stato presentato il 10 marzo 2010 al Teatro Piccinni di Bari).

Attualmente ha pubblicato il suo primo romanzo “la ballata dei raminghi adirati” (Grillo Editore) e lavora all’uscita prevista per settembre del suo secondo lavoro discografico, avvalendosi della collaborazione di numerosi musicisti (tra cui il pianista Cristò Chiapparino, il bassista Lelio Mulas, il polistrumentista Gianni Gelao, il batterista e fisarmonicista Giovanni Chiapparino, il sassofonista Guy Portoghese) e di un arrangiatore d’eccezione, Caparezza, per il brano “L’uomo assente”.

Matteo Marolla

Matteo Marolla nasce a San Severo (Fg) il 30 Settembre del 1975.
Sin da piccolo compone canzoni, filastrocche e versi in rima baciata. Adolescente scopre la chitarra classica e impara a suonarla da autodidatta, ma le prime esperienze espressive in gruppi rock le affronta in qualità di cantante. Verso la fine degli anni ’90 scopre la musica popolare e fonda gli Avarinos con cui porta in giro un repertorio misto di rock, folk e cantautorato. Intanto scrive le sue prime canzoni.

Nel 2001 vince il festival nazionale “Cant’autori” organizzato dall’ARCI. Si esibisce da solista in qualità di ospite in vari eventi nazionali tra cui il Premio Ciampi di Livorno, il M.E.I. di Faenza, l’Omaggio a de Andrè – Festival Unità di Reggio Emilia, sono solo alcuni.

Nel 2002 forma i Contrada Caipiroska con cui suona fino al 2009 con un repertorio folk-rock in giro per le piazze e i festival italiani. Nel contempo collabora per il teatro firmando la colonna sonora del musical “Quando il cielo s’innamora” (regia di Ginevra Salvato), “Il Berretto a sonagli” di Pirandello per la regia di Umberto Bellissimo e gli spettacoli “Osteria dei ricordi”, “Terra, pane e libertà” scritti e interpretati dall’attore Nazario Vasciarelli (progetti attualmente attivi).
Importante è anche l’omaggio a Matteo Salvatore.

Partecipa a numerosi festival e progetti di rilievo quali “Le canzoni della collina – omaggio a de andrè” al teatro Kismet di Bari, il festival “Di voce in voce” al teatro La Vallisa di Bari, il Carpino Folk Festival.

Da Settembre del 2009 si ripresenta come solista, accompagnato da vari musicisti con varie formazioni, in un repertorio che vede insieme brani di nuova composizione, canzoni italiane (de Andrè, Paolo Conte, Matia Bazar, Nicola di Bari, Celentano) e tradizione popolare rivisitata.

È in lavorazione il progetto discografico “Tempo Libero”, con uscita prevista per settembre.

Marcello Colaninno

Con una laurea in lettere sui poemi cavallereschi e una vocazione a scrivere musica, ha fatto dell’erranza il suo stile di vita, passando con disinvoltura dal Premio Tasso del 1996 al Premio Tenco del 1998.

Alterna la professione di insegnante a quella di musico, dividendosi tra la sala docenti e la sala d’incisione, dove registra nel 2001 il cd Canzoniere copernicano (edito da Emi) opera prima dei Funambolici Vargas, gruppo di cui è stato anima e autore (il disco si avvale della collaborazione di artisti come Antonio Marangolo e Lilli Greco).

Cura la realizzazione di spettacoli di musica e letteratura con l’amico e storico collaboratore Luca Basso (“Come i gigli nei campi” su Pasolini, “Note a margine” su Calvino) e scrive musica per la cantante romana Nicoletta Della Corte e per i baresi Fabularasa, raccogliendo un’altra partecipazione al Premio Tenco del 2011.

Fa brevi incursioni nel teatro, realizzando lo “spettacolo musicale e in un certo senso anche teatrale” Amelia torna presto (con gli attori Totò Onnis, Ilaria Falini e Giusy Frallonardo) e lavorando a progetti di teatro per la scuola (Galileo, l’eretico e Processo ad Andrea Cicchetto di Giulio Dileo).

Dal 2003 collabora con la casa editrice Laterza, prima come redattore poi come autore di antologie di italiano per il biennio (Leggi positivo! e La formazione del lettore).

Dal 2005 si trasferisce a Cerignola e di lì non riparte più, perché gli hanno rubato il cuore e l’automobile.