Cosimo Damiano Damato

Cosimo Damiano Damato

Cosimo Damato
Cosimo Damiano Damato

  Cosimo Damiano Damato è nato a Margherita di Savoia nel 1973.
La Cineteca Nazionale gli ha dedicato la retrospettiva “Cosimo Damiano Damato: Visioni, fantasie, sogni, rivoluzioni, poesie e follie”.

   Poeta, drammaturgo, sceneggiatore e regista riesce a far danzare insieme linguaggi diversi: dal teatro al cinema, con la cifra poetica e civile che caratterizza il suo stile narrativo, apprezzato soprattutto nel mondo indipendente d’autore.
Il suo ultimo film è “Prima che il Gallo canti – il Vangelo secondo Andrea”, uscito a febbraio 2018 in esclusiva sulla nuova piattaforma tv d’autore LOFT e che vede la partecipazione amichevole, fra gli altri, di Vasco Rossi, Francesco Guccini, Claudio Bisio, Patty Pravo, Raf, Piero Pelù, Caparezza, Don Ciotti, Stefano Benni, Erri De Luca, Federico Zampaglione, Fiorella Mannoia, Patty Pravo. Ha scritto e diretto il videoclip a cartoni animati “Dalla pace del mare lontano” di Sergio Cammariere (Premio Miglior videoclip d’animazione al Roma VideoClip).

  A teatro ha lavorato con Luis Bacalov, Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Catherine Deneuve, Michele Placido, Riccardo Scamarcio, Lucio Dalla, Renzo Arbore, Moni Ovadia e Antonella Ruggiero.
Per citare qualche film: ha diretto il cartoon “La luna nel deserto”, scritto a quattro mani con Raffaele Nigro, con le voci di Michele Placido e Renzo Arbore (Special Screening al Festival di Venezia e al Giffoni), definito da Vincenzo Mollica “un film poetico che tocca e sconquassa il cuore”.

   Fra i suoi film cult “Una donna sul palcoscenico” con Alda Merini e Mariangela Melato presentato al Festival di Venezia alle Giornate degli Autori .
Per il teatro ha scritto e diretto lo spettacolo musicale “Il bene mio” con Lucio Dalla e Marco Alemanno.

   Damato è reader e narratore in molti recital: è stato voce recitante nello spettacolo “Poetry Soundtrack” con il Premio Oscar Luis Bacalov e in “Elettroshock” con Antonella Ruggiero, “Lezioni d’amore” con Roberto Vecchioni, “Alda e il soldato rock” con Eugenio Finardi.
Si è esibito insieme a Gherardo Colombo al Concerto del Primo Maggio a Roma, recitando “La libertà” di Giorgio Gaber.

   Documentarista apprezzato, ha raccontato al cinema la vita dei grandi artisti italiani del ’900 fra cui Arnoldo Foà in “Io sono il teatro” (presentato alla Festa di Roma), Tonino Guerra in “Os-cia-la bellezza“ (con la partecipazione di Abbas Kiarostami) presentato al Festival del Cinema Europeo, Ottavio Missoni in “Missoni Swing” (con la partecipazione di Dario Fo e musiche di Renzo Arbore) presentato al Bif&st.
Ha firmato la regia con Isabella Santacroce nello spettacolo teatrale “Via crucis”.

   Ha scritto e diretto diversi recital che hanno visto la partecipazione di Stefania Sandrelli, Isabella Ferrari, Fabrizio Bentivoglio, Carlo Delle Piane, Pamela Villoresi.
Tu non c’eri” è il film breve scritto da Erri De Luca che vede protagonisti Piero Pelù, Brenno Placido e Bianca Guaccero.
Ha condotto il talkshow live “Cinquantanni di improvvisazioni” con Renzo Arbore.

   Fra i riconoscimenti il Premio Matteo Salvatore, Premio Palmi Sud del Mondo e Roma VideoClip. Fra gli ultimi recital “Se i delfini venissero in aiuto” con Erri De Luca e l’Orchestra Mediterranea.

   In uscita il film breve “Fernando l’ultimo poeta rivoluzionario venuto dal Sud” dedicato al regista cult Fernando Di Leo con l’amichevole partecipazione di Michele Placido. Come poeta ha pubblicato la trilogia dell’amore e delle inquietudini: “La stanza sul porto” (Aquaviva Edizioni con una poesia inedita di Alda Merini), “La quinta stagione” (Compagnia Editoriale Aliberti con la prefazione di Erri De Luca) e “L’ultima sequenza di un film di Jarmusch” ( Dante & Descartes ).

 

 

L’ultima lettura di un film di Jarmush

Haber e Damato
Alessandro Haber legge “L’ultima sequenza di un film di Jarmusch” di Cosimo Damiano Damato

   “L’ultima sequenza di un film di Jarmusch è l’ultimo canzoniere poetico di Cosimo Damiano Damato  (pubblicato dallo storico editore  Dante & Descartes di Napoli) che, insieme a La quinta stagione (Aliberti Compagnia Editoriale) e La stanza sul porto (Acquaviva Edizioni), costituiscono la trilogia dell’amore del regista e scrittore Cosimo Damiano Damato.
È l’amore di un barbaro che prova lo sgomento di farsi gentile […] L’amore qui sbaraglia, spoglia e non assomiglia a niente prima” scrive Erri De Luca della poetica di Damato cogliendo tutto il senso che muove i sensi del canzoniere dell’autore pugliese, già apprezzato regista e drammaturgo, che si rivela appassionato poeta.

   Damato ha da sempre abitato la poesia, l’ha fatto al cinema e a teatro ma questa volta apre la sua “stanza sul porto” mettendo a nudo il suo vissuto da eterno aedo.
Io guardo la tua anima e mi sento disincantata […] Cosimo, Io e te siamo amici di pietà nascoste”. Questi versi sono stati dedicati da Alda Merini a Damato, una grande investitura  per i suoi versi segreti che ora si fanno di carne grazie alla voce di Haber.

   “Ho chiesto ad Alessandro di leggere le mie poesie  – racconta Damato – perché è l’ultimo attore italiano di una stagione irripetibile. È il Lucio Dalla del cinema. Con tutte le sue contraddizioni, le follie, le nevrosi, con tutto il suo universo che ricorda Carmelo Bene, è l’ultimo Don Chisciotte. In lui convivono lo spirito rivoluzionario di Pasolini e lo sguardo amaro di Monicelli, ma anche la poesia di Bukowski. E lo dimostra ogni volta che sale su un palcoscenico, quando legge le poesie dona tutto, tutto se stesso. Il fiato, i sensi, la voce, il cuore, il suo è un rapporto fisico con i versi. Saranno i suoi settant’anni, la barba da filosofo, lo sguardo da ulivo saggio secolare, la voce cavernosa alla Tom Waits, grazie a tutto questo Alessandro ogni volta riesce a commuoverci con tutta la sua leggerezza poetica. Un visionario che ha trovato nel cinema, nel teatro, nella musica e nella poesia la serenità dell’inquietudine“. .

“L’ultima sequenza di un film di Jarmusch”
“L’ultima sequenza di un film di Jarmusch”

   La poesia di Damato è quel miracolo segreto che rende possibile la danza fra i vivi e i morti. Si insinua laddove il dolore germoglia fantasia e cambia pelle in quella serenità dell’inquietudine che dona bellezza e sovverte le leggi di fisica e ragione tracciando le linee della vita su quel palmo che sa farsi sentiero e vita.
La poesia meridiana è quel maestrale che si inerpica fra strade, ulivi, mari in forza controvento, quella magia esoterica che rende lo stesso amore necessario, vitale, urgente, una febbre che guarisce il viandante solitario.

   In questo viaggio Damato ritrova l’amore vissuto con potenza devastante come la stessa poesia permeata da una letteratura contaminata con la vita. Damato racconta la storia del suo amore, un amore segreto, stretto fra i denti, nascosto nei silenzi delle controre maledette, magiche e sacre del Sud. La sensualità e l’impegno civile, la sacralità esistenziale, le inquietudini, l’erotismo, il dolore, il palcoscenico e i figli.
Ed ancora il commiato dell’esistenza si fanno speciali stanze su quel giardino segreto dove cantare l’amore, quello perduto, perso e poi ripreso, dimenticato, inseguito, afferrato, sognato, trasognato, sofferto, salvifico, sterminato, spietato e infinito perché: “Posso rendere eterna solo questa vita/Imitare la bellezza delle foglie d’autunno/ […] Posso togliermi la pelle e coprire il tuo sangue/e aspettare che ricresca il tuo tessuto vivo sulla mia carne/Mi torna l’antica attesa/non credo al destino/ma solo alle rime di due versi stretti in un rigo senza linee/e oggi mi piace ogni finale/Il piacere che inargenta il tuo seno/L’ultima sequenza di un film di Jarmusch/il colore di una foglia prima di morire/e ripenso al tuo volto che si allontanava in macchina a un semaforo/dopo un bacio sospeso”.

   Damato ci dona le sue poesie dove la carne e lo spirito sono nudi coperti solamente dai versi da versare in bicchieri di cristallo fragile per miracolare quell’atto ruminante che è la mistica laica della poesia stessa. La fibra poetica è il midollo dell’esistenza che diviene cantico di quel dolore che Damato lava con il teatro della poesia.
Non ci sono inni ma laude segrete, frammenti di inquietudini a forma di solitudini e litanie dolci nella loro disperata voglia di declinare la passione. I fogli diventano pelle che ricoprono il sangue dei versi di un amore che supera la lacerazione tragica dell’abbandono cercato, sfiorato, fuggito e cantato.
L’amore, le lotte e le rivolte, l’abbandono di sé al sentimento e mai alla razionalità […]Tumultuoso e selvaggio come la sua poesia, che è un flusso di coscienza continuo, una confessione a occhi chiusi”  come scrive Raffele Nigro.

   Haber e Damato sono uniti dalla passione per Bukowski e ci si aspetta un fuori-programma dai due artisti che hanno già condiviso altre volte il palcoscenico rendendo proprio omaggio a Bukowski ed altri poeti, fra cui Tenco, Pasolini e Piero Ciampi in una commovente tenzone poetica.