Daniele Giancane

Daniele Giancane 

Daniele Giancane
Daniele Giancane

  Daniele Giancane è un poeta, pedagogista e scrittore italiano.
È nato a Bari nel 1948, città in cui risiede e dove insegna Storia della letteratura per l’infanzia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università.

   È autore di oltre ottanta volumi di poesia, saggistica, fiabe, narrativa per ragazzi, critica letteraria. Ha curato numerosi volumi e antologie.
Diversi suoi testi sono stati tradotti e pubblicati all’estero: in Serbia (a cura di Dragan Mraovic), India, Spagna, Canada, Romania, Montenegro, Malta, Albania, Cile. Il suo volume La letteratura per l’infanzia in Italia è testo di studio per gli studenti presso l’Università di Belgrado.

   Per la sua opera di collegamento tra cultura letteraria italiana e mondo dell’Est Europa è stato insignito della Cittadinanza Onoraria della Città di Niš (Serbia), del Premio di Vuk e de L’Anello d’oro (Belgrado).
È citato nell’Enciclopedia della letteratura italiana (Utet) a cura di Giorgio Bárberi Squarotti.

   La bibliografia è assai vasta e inizia dal 1969, anno della prima pubblicazione (Vedere e non vedere): tra le ultime opere poetiche ritroviamo Le aritmie del cuore (Edizioni Tabula Fati, 2013), Canti della tartaruga (Edizioni Eva, 2016).

   Tra le opere di critica letteraria Il cigno e la cicala (Levante, 2004); tra quelle di letteratura per l’infanzia Leggere che passione (Cacucci, 2005), C’era una volta nel mondo. Le fiabe dei cinque continenti (Cacucci, 2007) , La letteratura per l’infanzia e l’adolescenza (Editrice La Scuola, 2011); tra quelle di teatro Angelica, Orlando & Company: le marionette di Canosa (Levante, 1989), Il teatro dei ragazzi (Gagliano Edizioni, 2013).

   Dirige collane di testi di diversi editori (Adda, Levante, Secop, Besa) e scrive su molte riviste, oltre ad essere direttore responsabile della rivista quadrimestrale La Vallisa, che viene pubblicata da trent’anni ed è ormai un punto di riferimento della letteratura meridionale, e della rivista L’Aquilone.. 

Collabora dal 1980 alla pagina culturale del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno sulla quale ha pubblicato oltre seicento articoli.

 

Al bullo? Mi ribello

"Al bullo? Mi ribello" di Daniele Giancane
“Al bullo? Mi ribello” di Daniele Giancane

   Anche le favole possono far comprendere ai bambini il problema del bullismo. Il libro ne presenta alcune, non classiche, ma tratte dalla realtà dei nostri giorni e corredate da schede che offrono interessanti spunti di riflessione.

n   Si tratta di un libro realizzato a più mani, edito da Adda Editore e, invita a far riflettere nelle scuole, in modo leggero, quello che è il problema del bullismo. Invita a prendere coscienza di questa realtà ed eventualmente parlarne, dove vi è necessità.

   Storie e favole vicine ai bambini che frequentano le classi primarie, che permettono di far divertire e al contempo far riflettere su questa dinamica.

   

 

 

 

La rosa di Damasco. Racconti sui migranti. 

"La rosa di Damasco" di Daniele Giancane
“La rosa di Damasco” di Daniele Giancane

   In quest’opera sono stati evidenziati vari aspetti della migrazione: diversità, accoglienza, integrazione, multiculturalità, interculturalità, trans-culturalità.
Il libro è edito da Adda Editore.

   Le immigrazioni che ci hanno investito in questi ultimi anni ci hanno costretto a riflettere su queste problematiche, che non ci appaiono più semplicemente come casi di studio o pure teorizzazioni, ma elementi, meccanismi, relazioni che investono la nostra vita quotidiana.

   I racconti contenuti in questo volume sono tutti incentrati sul tema dei migranti, mostrando anzitutto la varietà e la complessità del fenomeno: non vengono messe a fuoco solo le storie riguardanti le immigrazioni in Italia degli ultimi anni (sostanzialmente di persone di provenienza africana o mediorientale), ma anche quelle di altre culture (cinesi, albanesi).

   In questo libro l’Italia non è solo terra di immigrazione (fenomeno piuttosto recente) ma soprattutto di emigrazione (ecco le storie che riguardano gli emigranti italiani negli Usa e in Belgio). E integrarsi è un’arte, un lungo cammino, quasi una scommessa, non solo possibile, anzi – inevitabile.