Francesco Di Bella

Francesco Di Bella

   

Francesco Di Bella - 24 Grana
Francesco Di Bella

   Francesco Di Bella nasce a Napoli il 26 luglio 1972.
Alla fine degli anni ’80 forma la prima band con alcuni di quelli che sarebbero poi diventati i 24 Grana, nome che verrà adottato dal 1994. Il gruppo sarà una miscela di punk, dub ed elettronica ,con testi intensi e rivolti alla situazione sociale di quegli anni. L’autore di questi testi sarà proprio Di Bella.

I 24 Grana, nel corso della loro lunga carriera, hanno  avuto modo di esibirsi all’estero (da Parigi a Barcellona, sino a Tokyo) ma anche di aprire diversi concerti, tra cui quelli di Vasco Rossi allo stadio di Firenze e di Ben Harper al Pistoia Blues Festival.  

Con all’attivo già diversi album, nel 2008 pubblicano Ghostwriters, che vede la partecipazione di Riccardo Sinigallia, Marina Rei e Filippo Gatti. Il disco, prodotto da Daniele Sinigallia, fratello di Riccardo, inaugura un percorso più cantautorale della band, come testimoniano brani come Accireme, Carcere e Avere una vita davanti

Parallelamente all’attività con la band, dal 2006 Francesco Di Bella colleziona diverse esperienze artistiche al di fuori dei 24 Grana. Collabora al disco di Marina Rei, conosce Daniele Sinigallia, canta e compone per Almamegretta, 99 Posse e numerosi altri. Apre, come solista, il concerto di Iggy Pop al Neapolis Rock Festival. 

Nel 2013, dopo anni di dischi e concerti, Francesco lascia i 24 Grana e si dedica alla sua attività di cantautore. Nel 2013 pubblica il primo lavoro solista Francesco Di Bella & Ballads Cafè, in cui reinterpreta alcuni dei suoi brani in una chiave diversa. Si esibisce sul palco del 1° maggio a Roma e in apertura a Manu Chao a Napoli. 

Il 30 settembre 2016 esce Nuova Gianturco (Sintesi3000/La Canzonetta record), il primo album composto da canzoni inedite, in cui duetta con Neffa, i 99 Posse e i cantautori napoletani Dario Sansone dei Foja e Claudio Gnut Domestico.

 

Nuova Gianturco

   Gianturco è un quartiere di Napoli nei pressi della Stazione Centrale in piena periferia urbana ed è il luogo dove si ambienta il nuovo album di Francesco Di Bella: storie di speranze e di sconfitte di persone emarginate le cui vite, incrociandosi in una miscela di culture ed esperienze, generano sogni e favole dal sapore inedito.

Delicati e stimolanti al tempo stesso, i dieci brani della raccolta – la cui produzione è stata curata da Daniele Sinigallia – sono impostati su un taglio musicale moderno, in cui si alternano episodi carichi di ritmo (Nuova Gianturco, Aziz, Blues Napoletano, Brigante se more) e atmosfere sospese e riflessive come in Gina se ne va, Tre Nummarielle (primo singolo presentato e vincitore del prestigioso Premio Lunezia 2016), ’Na bella vita e Guardate fore.  

“Nuova Gianturco”- spiega Francesco Di Bella a proposito del significato del disco – è un album scritto dalla periferia, pensando alla periferia. Nella mente degli urbanisti, i grattacieli che svettano sullo sfondo della ex area industriale avrebbero dovuto rappresentare la cornice perfetta per la rinascita di un quartiere, da rendere moderno e all’avanguardia. E invece hanno solo sigillato una distanza ingombrante, allontanando ancor di più il mare e la speranza dall’immediato entroterra di Napoli.

Eppure, quel vuoto apparente di Gianturco è in realtà pieno di storie: speranza, dolore, umanità, rabbia, che si incrociano e si confondono in maniera a volte imprevedibile. Sono proprio i sogni degli artisti e le speranze della gente che vi abita a poter trasformare la periferia, tutte le periferie del mondo, di cui quella napoletana è solo un singolo eppure meraviglioso esempio.

La musica di Nuova Gianturco nasce proprio qui, dove “l’amore non basta”, ma dove il mix di vite e culture differenti genera favole dal sapore d’Africa e d’Oriente, delicate ballate che riempiono di significato l’esistenza di chi vive ai margini. Giovani, anziani, sbandati o immigrati: tutti irrimediabilmente “cresciuti per sempre”, immersi nel flusso dolce e molto spesso doloroso della vita”.