Nigro Raffaele

Raffaele Nigro


Raffaele Nigro è nato a Melfi (1947).
Si laurea con Edda Ducci con una tesi su Dostoevskij.
Tra le sue prime opere vi è un notevole spazio dato alla storia  della letteratura:

Tradizioni e canti lucani: il Melfese (1976)
La cultura a Melfi. Nota bibliografica (1978);
Centri intellettuali e poeti nella Basilicata del secondo Cinquecento (1979);
Poeti della Puglia (1979);
Poeti della Basilicata (1981);
Basilicata tra Umanesimo e barocco. Testi e documenti. (1981);
Rocco Sotellaro. Lettere a Tommaso Pedio (1986);
Poeti e Baroni nel Rinascimento lucano (1997).

Molti dei suoi primi volumi risentono della ricerca storica e da questi nascono quelli dedicati a Francesco Berni e a Burchiello e burleschi (1999 e 2003).

Da segnalare anche i suoi saggi Viaggio in Puglia (1991) e Viaggio in Basilicata  (1996); Puglia viaggio nelle tradizioni e nel folklore (2003) e Diario Mediterraneo (2001) a metà tra la saggistica e il romanzo. Sempre sul tema del viaggio una delle sue opere più affascinanti è il romanzo Viaggio a Salamanca (2001). Tra i suoi ultimi saggi ha pubblicato nel 2006 Giustiziateli sul campo. Letteratura e banditismo da Robin Hood ai giorni nostri, un poderoso volume di bibliografia ragionata sul tema del banditismo e sulla sua nascita in ambienti colti poi entrato nell’immaginario popolare, partendo da un sostrato letterario.

Negli anni ’80 si è dedicato al teatro, con l’opera Il grassiere andato in scena, per la prima volta, il 14 marzo 1981 a Martina Franca con la regia di Vito Signorile). Tra gli altri lavori teatrali: Hohenstaufen (1985), Discarica (1987), Tutti i colori del Novecento (2003).

Si è occupato solo marginalmente di poesia con degli inizi sperimentali come Giocodoca (1981) e La metafisica come scienza (1984 opera vincitrice di vari premi) per poi approdare ad una poetica più intimistica, antiretorica e sanguigna come Nulla concede il doganiere (2000) e Falene  (2005).

Uno dei suoi primi romanzi s’intitola Interruzione di una supplenza (1985). In seguito ha pubblicato: A certe ore del giorno e della notte (1986), raccontini confluiti in Il piantatore di lune (1991). Il grande successo arriva nel 1987 con Fuochi del Basento, vincitore del Supercampiello

Tra i suoi romanzi: La baronessa dell’Olivento (1990, Premio Carlo Levi); Ombre sull’Ofanto (1994, premio Grinzane Cavour), Dio di Levante (1994), Adriatico (1998, vincitore di vari premio come lo Scanno, il Selezione Strega e il Bancarella), Desdemona e cola cola. Storia di una gazza affamata, di una colomba felice e di una luna che voleva un figlio (2000), Malvarosa (2005) e ultimo Santa Maria delle Battaglie (2009).

Un breve accenno alla sua attività di sceneggiatore. Nel 1996 scrive per Sergio Rubini la sceneggiatura del film Il viaggio della sposa e nel 2009 Cosimo Damiano Damato ha diretto il film d’animazione La luna nel deserto ispirato a Desdemona e Cola Cola.

Un capitolo a parte meriterebbe la sua intensa attività giornalistica e di caporedattore per Raitre.
Ricordiamo solo i suoi documentari realizzati per la terza rete dal 1989, dove la sua attività di cronaca non si è mai lasciata schiacciare dal minimalismo giornalistico, ma ha sempre conservato la memoria del narratore.