Pino Aprile

Pino Aprile
Pino Aprile

Pino Aprile è giornalista e scrittore italiano.
È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell’inchiesta a puntate “Viaggio nel sud” e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1.

È autore di libri tradotti in più lingue; di particolare importanza è “Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali”(2010, Edizioni Piemme), saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. L’opera è divenuta un bestseller, con 250.000 copie vendute.
Per questo libro, il 29 maggio 2010, gli sono stati conferiti, fra gli altri, a Palermo il “Premio Augustale”, a Reggio Calabria il “Rhegium Julii” , ad Aliano il “Premio Carlo Levi” , ad Avezzano il “Premio Marsica”.
L’11 novembre 2011, a New York (Manhattan), in coincidenza con la presentazione dell’edizione americana del volume, ha ricevuto il premio “Uomo ILICA 2011” (Italian Language Inter-Cultural Alliance) e il 10 agosto 2012 si è aggiudicato il primo premio della prima edizione del “Premio Letterario Caccuri” dedicato alla saggistica.

Altre sue pubblicazioni sono:Elogio dell’imbecille. Gli intelligenti hanno fatto il mondo, gli stupidi ci vivono alla grande”(2002, Edizioni Piemme) “Elogio dell’errore” (2003, Edizioni Piemme) ,“Il trionfo dell’apparenza”( 2007, Edizioni Piemme) “Giù al Sud. Perché i terroni salveranno l’Italia” (2011, Edizioni Piemme), “Mai più terroni. La fine della questione meridionale”( 2012, Edizioni Piemme), “Il Sud puzza. Storia di vergogna e d’orgoglio” (2013, Edizioni Piemme).

Per iniziativa di Marcello Corvino, della Promomusic, dai tre libri di Aprile “Terroni”, “Giù al Sud” e “Mai più terroni” e dalle canzoni brigantesche e meridionaliste di Eugenio Bennato, è tratto il lavoro teatrale “Profondo Sud”, con cui i due autori hanno esordito l’estate del 2012.

 

 

Libro Pino Aprile

IL SUD PUZZA. STORIA DI VERGOGNA E D’ORGOGLIO

Il libro di Pino Aprile è la storia di un risveglio, anzi, di molti risvegli. Di occhi che si sono aperti su realtà inaccettabili, di persone che hanno potuto guardarsi le une con le altre, che si sono riconosciute e hanno deciso di fondersi in comunità. È la storia di una decisione che ne ha portate con sé molte altre, e che si riassume in un grido di protesta: “non vogliamo sopportare più”.

E sono molte le cose che non vogliono sopportare più: il ricatto “o salute o lavoro” che per decenni ha avvelenato Taranto nell’indifferenza generale, i veleni della “monnezza” proveniente da molte zone d’Italia e accumulata in Campania, veleni che si infiltrano nella terra, che uccidono il cibo e le persone, ma che arricchiscono la camorra e tutti quelli che fanno affari con la criminalità organizzata, il pizzo che bisogna pagare ai soliti noti per riuscire a lavorare.

In un’indagine appassionata, Pino Aprile ci apre una finestra su un Sud al di fuori dei luoghi comuni, su persone che agiscono, si spendono, rischiano, indifferenti al pericolo, al ricatto, alle minacce. Come Lella Ottaviano, commerciante, la prima che ha avuto il coraggio di denunciare i camorristi che esigevano il pizzo e che ha reso Ercolano una città libera, e don Maurizio Patriciello, diventato una guida per le associazioni che vogliono liberare la piana del Volturno dai veleni che l’hanno trasformata in un inferno, e Giuseppe Di Bello, tenente della Polizia provinciale in Lucania, la cui vita viene demolita per aver osato denunciare l’inquinamento di un lago, causato da infiltrazioni di petrolio. Le storie che ci racconta sono avvincenti come un romanzo, l’affermazione di un riscatto che diventa sempre più vicino.