Stefano Fassina

Stefano Fassina
Stefano Fassina


Stefano Fassina (Roma, 17 aprile 1966) è un economista e politico italiano, Deputato della Repubblica Italiana.
Dal 1990 al 1992 è Segretario Nazionale degli studenti universitari di Sinistra giovanile.

Laureato in discipline economiche e sociali alla Università Luigi Bocconi, con l’avvento di Prodi e de L’Ulivo al governo nel 1996 è consigliere economico del ministero delle Finanze, passando nel 1999 al Dipartimento Affari Economici della presidenza del Consiglio.

Dal 2000 al 2005 è economista al Fondo Monetario Internazionale.

È editorialista de l’Unità e ha all’attivo numerose pubblicazioni di scienza economica anche in collaborazione con altri studiosi, fra i quali il più volte ministro Vincenzo Visco.

Il 24 novembre 2009 è scelto come Responsabile nazionale Economia e Lavoro del Partito Democratico nella Segreteria nazionale del Neo Segretario Pierluigi Bersani. Nel 2010 è tra i fondatori della corrente dei cosiddetti “Giovani turchi”, da cui prenderà tuttavia progressivamente le distanze, fino ad abbandonarla nel 2013, anno in cui viene eletto deputato della Repubblica Italiana e poi  nominato viceministro dell’Economia e delle Finanze nel Governo Letta.

Il 4 gennaio 2014, in contrasto con la nuova linea del partito rappresentata dal segretario Matteo Renzi, presenta dimissioni irrevocabili lasciando l’incarico di viceministro.

 

Lavoro e libertà, la sinistra nella grande coalizione 

Dalle prospettive per l’eurozona in seguito all’esito delle Europee ai mutamenti drastici che hanno caratterizzato le recenti vicende della politica italiana; senza dimenticare un viaggio alle origini della crisi economica e un’analisi dettagliata delle politiche adottate dal presidente Obama per uscirne.

Stefano Fassina percorre insieme agli intervistatori un periplo attorno alle questioni principali che riguardano l’attualità, tenendo ben presente un filo – rosso – conduttore: il compito della sinistra in un’epoca in cui le è necessaria una svolta. Per offrire un modello di crescita e di sviluppo radicalmente alternativo a quello che ha dominato il trentennio neoliberista: un nuovo paradigma socio-culturale in cui l’uomo, i suoi diritti e la sua dignità tornino al centro del dibattito pubblico.