Vauro Senesi

Vauro Senesi


Classe 1955, Vauro Senesi (noto semplicemente come Vauro) è un disegnatore, editore e personaggio televisivo italiano.

Vauro è stato allievo di Pino Zac, con il quale nel 1978 ha fondato “Il Male”; dal 1986 al 2006 è stato assiduo editorialista e vignettista de “Il Manifesto”. Le sue vignette sono state pubblicate sulle più importanti testate italiane e estere, tra cui “Satyricon”, “Linus”, “Cuore” e “Il Diavolo”.
A partire dal 2006, è  stato nel cast della trasmissione televisiva di informazione “Annozero”, condotta da Michele Santoro: nei minuti finali della trasmissione leggeva una sequenza di vignette disegnate nel corso della puntata; dal 2011 partecipa, invece, al programma “Servizio pubblico” su LA7. Recentissimo è invece il suo abbandono de “Il Manifesto” e  la conseguente collaborazione con “Il Fatto Quotidiano”.

Diverse le opinioni sul suo conto: nel corso degli anni, ha riscosso grande successo (Premio di Satira Politica a Forte dei Marmi nel 1996) di critica e pubblico, ma ha suscitato anche reazioni negative, affrontando diversi procedimenti giudiziari per le sue vignette – esemplare è la condanna del 1997 per vilipendio alla religione cattolica, da parte del Tribunale di Roma-.
Attualmente è vignettista ed inviato di PeaceReporter e collabora con la ONG Emergency, occupandosi dell’informazione e della comunicazione.


Critica della ragion satirica. Elogio della presa per il culo

Sarcasmo, ironia, gioco, dissacrazione, paradosso, realtà, sberleffo, assoluto, rivoluzione… Elencare gli ingredienti della satira è facile: tutto! Ma attenzione a rispettare le regole, e la più importante è la prima, che recita: nella satira non ci sono regole! Irrefrenabile istinto scorpionico, riflesso pavloviano di fronte al sopruso, la satira è in fondo per parafrasare i futuristi – ‘sola igiene del mondo’. O meglio, una sana maniera di prendere in giro tutti i potenti e tutti i poteri, e anche il senso del potere che ognuno di noi coltiva insensatamente dentro di sé. Perché la satira è sempre il contrario della propaganda. E, beninteso, non coincide affatto con la comicità. La risata può essere un valore aggiunto o, a volte, un danno collaterale. Dopo aver fatto arrabbiare la destra, la sinistra, il centro, dieci presidenti del Consiglio, venti ministri, quaranta sottosegretari e più di un papa, Vauro si produce in una critica della ragion satirica che azzanna e diverte.